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Postato da: laie - venerdì, 26 giugno 2009 - 11:18
Scrivo questo post per avvisare i miei pochi ma fedeli lettori che molto probabilmente per un pò di tempo non avrete mie notizie.
Non me la sento di stare qua a spiegarvi il perché, sono talmente incasinata che forse non lo capisco nemmeno io, so solo che non ho le energie per pensare anche a questo blog e del resto ho solo pensieri talmente cupi che potrei scrivere solo di quelli e non voglio; o essere falsamente giuliva e scrivere solo cose frivole e non voglio nemmeno quello perché non ho aperto questo blog per trovare altre persone da convincere del mio finto star bene.
Non mi andava di sparire così, senza dir nulla, così vi ho avvertito.

Ci sentiamo ragazzi, non so quando ma ci sentiamo.
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Postato da: laie - domenica, 21 giugno 2009 - 20:03
Sì, me ne rendo conto da sola che sono schizofrenica.
Però ultimamente è davvero così che va la mia testa. Certi giorni sto bene, certi sto malissimo, certi sono convinta di avere tutto sotto controllo...sono iperattiva e apatica a ritmi alterni. Sto bene e sto male, mi sento debole e forte, giusta e sbagliata.

Pazienza signori, pazienza.
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Postato da: laie - domenica, 21 giugno 2009 - 18:53
Oggi ho scoperto una nuova cosa su di me.
Di solito io non sono la tipa che si fissa con un ragazzo per la sua bellezza.
Sono una sfacciatissima amante dei dettagli e abitualmente sono quelli che catturano completamente la mia attenzione: mi sono fissata con ragazzi dai bellissimi capelli, con un neo in un punto particolare del viso, con le ciglia straordinariamente lunghe, con braccia perfettamente disegnate, o che si stiracchiavano in un determinato modo...insomma, se vedo un bel tipo penso che sia un bel tipo, ma non mi era ancora MAI successa una cosa così.
Perchè va bene che insomma, lo conosco e l'ho visto abbastanza spesso da averlo notato prima;
E mi rendo conto che il desiderio insopprimibile che ho di lui influisce sul mio giudizio;
E la situazione non è mai stata meno precaria e incerta di come è adesso, tanto che comincio a lavorare seriamente sull'accettazione della possibilità che davvero sia tutto finito l'8 Maggio;

Però quando l'ho visto in quelle foto, EGLI, con la collana e la maglia aperta che faceva lo scemo, i capelli sempre più lunghi, senza quei baffi e con quella sua pelle stupenda disegnata, ho provato quello che provo a volte quando guardo l'alba sul mare dalla finestra del mio soggiorno in un mattino silenzioso e inaspettatamente limpido.
Mi si è fermato il cuore.
Perchè è di una bellezza sconvolgente (non so se solo ai miei occhi ma mi sembra impossibile).
Quelle cose che ad una ad una ho sempre trovato bellissime di lui, del suo viso e del suo corpo oggi mi si sono come rivelate nel loro contesto, nella loro interezza, nella alchimia fantastica della sua intera persona.
Mi sono sentita male dalla voglia di toccarlo, di raggiungere con tutti i miei sensi quell'armonia e poterla abbracciare tutta.

Non mi aveva mai preso così. Non mi ero mai lasciata travolgere in questo modo dall'estetica pura, dal totale amore per il bello, non in un essere umano, non in  un essere umano che conosco, non per un corpo che ho accarezzato e amato e stretto a me.

E mi viene da piangere per la frustrazione di non averlo con me adesso, per l'ansia di sapere che forse non lo avrò più, per il rimpianto di tutte le volte in cui non ho ringraziato abbastanza la mia buona sorte quando qualcosa da lui ancora l'avevo.
E tutto sommato la mia insicura vocina interiore mi dice che oggi ho finalmente capito il punto della questione: che lui è troppo bello, troppo in gamba, troppo speciale e profondo per poter desiderare me.
Cerco dall'inizio di non ascoltarla, non voglio cadere nei tranelli della mia patetica insicurezza, non voglio vittimizzarmi né sottovalutarmi nè niente del genere.

Mi dicono tutti di cercare di stare tranquilla, di non pensarci, di prenderla alla leggera, ma io davvero, non capisco come si fa. Mi manca qualcosa perchè non riesco a non sentirmi completamente coinvolta dai miei sentimenti e non voglio nemmeno impegnarmi perché si smorzino, non capisco perchè dovrei farlo.
Soffrire di meno? senza dubbio. Ma è davvero così sbagliato stare così male per qualcosa che so essere in grado di farmi stare meglio di quanto sia mai stata in vita mia?
Fra una ventina di giorni, se lui mi dirà picche come io credo, forse verserò lacrime di coccodrillo sul malessere che non voglio smettere di infliggermi. Ma voglio arrivare a quel momento con tutti i miei sentimenti intatti, senza aver mai indietreggiato o rinnegato niente per proteggermi. Voglio poter  guardare indietro e sapere che io ci ho versato ogni goccia di cuore e di sangue che ho in corpo.

L'unica incognita è se il mio equilibrio me lo permetterà. Perché non so quanto ancora resisterò a questa lontananza, incertezza, paura, a questo melodramma nel quale mi ostino a recitare nonostante tutti intorno a me mi avvertano che il sipario molto probabilmente è chiuso da un pezzo.

Non lo so...per voi ha senso che io mi ostini a soffrire? perché spesso mi sento stupida per il modo in cui sono attaccata a lui visto che alla fine il tempo che abbiamo passato assieme è quello che è e lui non mi h mai dimostrato devozione eterna, anzi. E' sbagliato amare così? è prematuro e illusorio chiamare amore quello che provo?
Non posso reggere anche l'angoscia del chiedermi se sono una stupida illusa esagerata e pazza.
Quante possibilità ci sono che sia vera Michela al cento per cento, questa che piange, si dispera, sorride, sogna e vive per questo ragazzo che in così poco tempo è riuscito a cambiare la sua visione del mondo?
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Postato da: laie - venerdì, 19 giugno 2009 - 19:12
Oggi è una di quelle giornate un pò così.
In cui non ho semplicemente voglia.
Una di quelle giornate in cui spegnerei tutto, entrerei in coma e aspetterei domani per ricominciare ad esistere.
E per nessun motivo in particolare, ma per tutti messi assieme.
Ho troppe, troppissime cose per la testa e ho appena scoperto che se non cerco di concentrarmi su una di esse nello specifico, magari alla ricerca di una soluzione, ma invece le lascio frullare tutte in simultanea, riesco ad ottenere un effetto nebbia\ovatta che mi rende ottusamente accidiosa e mi confina nel limbo di una specie di stordimento.
Alla fine ogni tanto si può fare no? uno si può concedere il lusso di essere immaturo e irresponsabile e vigliacco ogni tanto, vero? non per altro, ma oggi più dei giorni scorsi mi sembra l'unica cosa che mi separa da una crisi che ho terrore di non saper gestire.
Quindi stasera me ne vado a bere nel bar vicino casa, a piedi, che fanno musica dal vivo e megaofferte di birra e possibilmente mi devasto.
Tanto se mi distruggo o sono costretta a tirare fuori tutto e a quel punto almeno tirerò fuori anche le palle insieme ai casini, o mi avveleno al punto da coadiuvare la mia missione cerebroapatica.
Postato da: laie - lunedì, 15 giugno 2009 - 00:38
Oggi mi sono brillantemente ustionata le spalle. Ho l'adorabilissimo segno dell'abbronzatura comunemente denominato "da muratore", ovverosia le due bianche bretelle della canottiera che mi strisciano con una grazia inimmaginabile anche il tatuaggio.
Ma non si poteva pretendere che la domenica mattina presto, con 4 ore di sonno delirante alle spalle, io potessi anche pensare di mettere la protezione solare per uscire a fare le esercitazioni antincendio per l'inizio della campagna prevenzione della mia associazione. E nemmeno potevo arguire che sarei stata quasi 5 ore sotto il sole cocente, imbragata per metà in una tuta arancione acceso ad avvitare manichette, irrorarmi con le lance e i tubi bucherellati, essere eletta miss maglietta bagnata e fondermi i piedi negli anfibi antinfortunistici.
E francamente oltre alla scottatura che spero si riassorbirà con un paio di giorni di sole preso bene, oggi stavo pensando seriamente anche alle altre bruciature. Insomma, io ho due grandi paure in merito alla morte: morire annegata e morire bruciata. E vado ad iscrivermi ad un gruppo di volontari che si occupa di prevenzione contro gli incendi e vivo in un posto che ogni tot è alluvionato. Non è un istinto molto sano mi sa.
O forse è al volta buona che esorcizzo.
Domani ho il mio primo turno e insomma, uno spera sempre che non succeda nulla e non gli tocchi davvero infilarsi la tuta e correre a domare roghi, però ecco, può accadere. E sinceramente mi cago abbastanza addosso all'idea. Il fuoco brucia. Ecco sì, deve fare parecchio male, ma molto. Senza contare il fumo negli occhi e nelle vie respiratorie. Senza contare la paura di fare danni e mettere qualcuno in qualche brutta situazione per qualche errore.
Va bene che mi piace sentirmi utile e sentire di fare qualcosa di buono per il mondo in cui vivo e nello specifico per il posto in cui vivo, però stavolta la cosa mi mette un discreto grado di ansia, non mi vergogno di ammetterlo. Speriamo bene.
Senza contare che l'arancione non è esattamente il mio colore....
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Postato da: laie - sabato, 13 giugno 2009 - 18:22
Ahhhh...oggi me ne sono andata al mare. Erano solo tre ore, ma era il mio primissimo mare quest'anno, non ero ancroa riuscita a trovare la giusta combo di fisiologici e femminili intoppi e fisiologici e universitari intoppi.
Ma dopo un isolamento di tre giorni a Nuoro ad accudire una zia ingessata e una nonna completamente rincoglionita (povera lei), mi potevo pure concedere una mattina a rosolarmi (bruciacchiarmi) al sole, a sguazzare senza nessun pudre nell'acqua freshhhca, a farmi guardare storto dalle signore per il tatuaggio e a dormire con la bocca aperta e fanculo dignità.
L'obiettivo è raggiungere quanto prima il mio estivo color cioccolato, che con l'abbronzatura non si può essere tristi e depressi perchè si è sempre più belli e più sodi e più allegri per tutto il sole preso.
Quindi la mia terapia per la paranoia è sole sole sole, niente cuore e amore, anzi, accantoniamoli a data da destinarsi.
Il motto che mi anima da due giorni è "pensa a star bene tu". Voglio impegnarmi seriamente per avere un pò di serenità. Tanto alcune delle cose che mi affliggono non le posso risolvere adesso, quindi perchè farsi venire il mal di vivere? voglio pensare a me, cercare di vivere serena e affrontare le cose con più relax. Sono solo due giorni che ci provo, ma mi sembra che ci sto riuscendo. Questa consapevolezza che non posso avere sempre il controllo du ogni cosa e agitare una bacchetta magica per avere soluzioni mi conforta molto.
Viva l'accettazione dei propri limiti.
E il mare.
Ma viva il mare.
Postato da: laie - lunedì, 08 giugno 2009 - 19:08
Titolo liberamente sgobbato al mio amico nonché collega di studi che domani ha un esame maledettamente grosso che aspetta anche me fra 22 terrifici giorni.
E' che veramente, fossero solo quelle le paranoie.
Non sono mai stata così agghiacciata dalla paura di fallire simultaneamente in così tanti campi.
Ho terrore di cannare questo esame sul quale ho investito praticamente tutto il secondo semestre.
Ho terrore di falire nei miei propositi di risparmio.
Di non riuscire a fare niente di quello che avevo programmato o mi ero riproposta.
Di non riuscire a venire a capo delle mie crisi esistenziali e rimanere troppo a lungo confinata nel limbo di un'identità determinata dal compromesso della mia voglia di capire e quella di vivere in pace.
E inutile dirlo, ho una maledettissima, fottutissima, agghicciante paura che vada tutto a scatafascio con Egli.

Insomma, a volte mi sento come se stessi sbagliando tutto, perchè non c'è una cosa che faccio che sia una che mi sembra fatta con un minimo di naturalezza, è come se ci fosse un mio alter ego nel cervello che mi dice cosa devo fare e io lo faccio, però non sono veramente io.
E se in questo modo fosse tutto per forza sbagliato?
Insomma, ti fanno venir su con la convinzione che devi seguire l'istinto, il cuore, che se sei animato da buone intenzioni sono minori le probabilità di sbagliare....e io non so se ci posso o se ci voglio credere. Perchè allora sono proprio nella merda. La naturalità non so nemmeno dove stia di casa in questi tempi.
Come nei migliori cliché la finisco tutte le sere fuori casa a farmi di qualcosa (roba leggera ragazzi, tranquilli) nel disperato tentativo di trovare un minimo di spontaneità, almeno di pensiero, ma anche questa è una forzatura e sono sempre troppo e solo macchinosa.

E mi sa che è colpa SUA se sono in questo stato, che prima ero una persona felice, mi ricordo i post. Ero spensierata e mi piacevo e mi volevo bene e mi accettavo e mi perdonavo un sacco di cose le poche volte che avevo voglia di pensare all'eventualità di sbagliare.
Poi BUM.
Arriva una cosa che almeno assomiglia all'amore, se proprio non lo è, e mi ritrovo con il culo again on the ground, presa da picchi di pura gioia e pura disperazione e totalmente incapace di acquisire un equilibrio mentale anche solo precario.

Io odio essere così stressata cazzo. Lo odio.
Postato da: laie - venerdì, 05 giugno 2009 - 10:54
Visto che da un pò di tempo la mia frequenza nell'aggiornare lascia parecchio a desiderare, avevo pensato oggi di rincarare la dose punendo i miei lettori con un capitolo dei "Diari del Ridicolo". Solo che mi ci vorrà un secolo per decifrare i miei scarabocchi redatti in inchiostro celeste sbiadito e inoltre anche ai tempi ero parecchio inconcludente, nel senso che lasciavo tutti i "post" a metà, quindi non ci sono delle ghiottonerie clamorose, devo studiarci un pò su.

In compenso posso essere semifiera di aver passato il primo esame della sessione e posso condividere con il resto dell'Universo il magico segreto per riuscire a laurearsi: mai sottovalutare il fattore C (per i meno acuti e i più raffinati, la C del fattore C sta per la C di Culo). Nè in un senso nè nell'altro. Il fattore C è sempre la più potente variabile in sede d'esame, può neutralizzare preparazioni perfette e complete, può donare viscosità alle mani quando ci si arrampica sugli specchi, può far sì che il professore che hai davanti abbia una passione per le tue tette anche se sono pudicamente coperte, può far agire i vigili urbani sulla macchina dell'assistente in modo che quando arrivi in aula abbia licenza di uccidere...
Nello specifico io ho imparato che con una preparazione approssimativa e una buona parlantina, nel dubbio, sempre meglio tantarla. Sono lezioni di vita preziose che terrò sempre con me e che mi giuderanno in futuro, ecco.

Mi sto dedicando anche al cubo di Rubik con risultati pressoché ridicoli, dato che le mie abilità logiche tendono ad abbandonarmi già quando si gioca a dama, per dire quanto sono portata.
Però c'è una sfida in corso con Egli, quindi mi ci sto applicando, anche se lui si è proprio fissato e mi brucia di sicuro!

Nel complesso è un periodo un pò così. A parte gli eventi che possono occasionalmente elevare o abbattere il mio umore (sentire Egli, passare esami, prendere multe e cose del genere), ho un'inquietudine di fondo che non mi lascia in pace. Faccio un sacco di pensieri strani su me stessa e comincio a sentirmi abbastanza alienata da me a furia di pensare certe cose in un certo modo. La cosa non è piacevole. E sopratutto sto cercando di capire (almeno: credo che sia quello che sto facendo) chi diavolo sono. E può sembrare una cosa fritta e rifritta e banale e scontata, ma fidatevi che porsi seriamente certe domande su sé stessi e scoprire di non avere idea della risposta e non sapere nemmeno dove cercarla, può mandare una persona come me completamente nel panico.

Un post sconnesso per cercare di aggiornare il registro del mio vivere ordinario.
Fondamentalmente sono incasinata persa.
Ma mi sa che c'è gente che nel casino ci nasce e non riesce a separarsene.
Chissà se è un bene pensare a tutto così tanto così spesso e così intensamente...
Postato da: laie - lunedì, 25 maggio 2009 - 11:03
Per chi fosse stato curioso, sono lieta di informare che è disponibile la visione del mio ultimo tatuaggio tra i miei files media o album o come diavolo si chiama quella funzione di splinder in cui pubblichi una foto e la gente può vederla insomma.

Siete liberi di esprimere il vostro apprezzamento ma non la vostra disapprovazione, la par condicio di opinioni non è in questo caso contemplata.

Ovviamente scherzo.
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Postato da: laie - domenica, 24 maggio 2009 - 20:30
Le cose sono due: o mi sta venendo un infarto o è l'attacco di ennui, malinconia o struggimento più forte mai provato.
Ho una specie di fitta paurosa nel petto, la gola chiusa e la sensazione che respirare sia in qualche modo sbagliato.
Va bene che sono strafatta di antisaminico e che la domenica mi fa sempre un effetto depressione che la metà basta, però aiuto...

Certo che è interessante vedere cosa riesce a combinarci il cervello. Ma dico, cioè, come funziona che per una serie di pensieracci e noia che si ha in testa venga la sensazione di stare male fisicamente?
Mi chiedo come sia possibile che alla mancanza corrisponda la sensazione reale di un buco al posto del cuore, che all'ansia corrisponda una stretta alla gola e al petto, che alla pigrizia mentale corrisponda una pesantezza cranica impossibile.
Siamo una macchina molto perversa secondo me. E non so se oggi sono dell'umore di apprezzarlo.

O magari mi sta davvero venendo un coccolone.

In ogni caso odio la domenica. E gli antistaminici. Perchè mi rincoglioniscono. Entrambe le cose.
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